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Non indulge al minimalismo la poesia di Raffaella Bettiol pur soffermandosi, spesso, su tempi minimi, intensi e brevi come un'intermittenza del cuore. Ne balzano luminose istantanee in cui ogni figura risuona di una sua vibrazione sentimentale, di un'eco esatta e musicale in cui  luoghi, cose e persone trovano la propria misura e il proprio significato. Spesso accade che le figure appaiano repentine, colte nel gesto che le definisce e le fa assolute. La sorella, infaticabile ed estrosa pittrice, ci si fa innanzi  in un "rosso bagliore" di papaveri e campi di spighe. Della madre della poetessa il lettore intravede, filtrato dalla memoria, un "fugace varcare la soglia" ed un mormorio di parole lievi come una carezza :"Avevi l'aurora sulle guance..".Altre immagini riportano, in un vento di impetuosa giovinezza, il profumo di un'adolescenza che rivive, nella memoria, tra tenerezza e malinconia.

Molti gli amori, di cui la poesia insegue il movimento fluttuante per disegnare nitidi quadri in cui l'indefinibile che è nei sentimenti si fa visione, gesto, atmosfera. Si incontrano amori che durano oltre la morte, come quello tra Adolfo e Lucia, protagonisti di un dialogo a distanza che la morte non ha interrotto e la distanza non appanna, anzi :"..Al bivio i ricordi | la tua bocca | mani che rubano gesti | all'innocenza | un'ora colma di gioia ..". Si avverte vivo, in questa poesia, come in altre di Raffaella Bettiol, il senso geloso dell'intimità che vive nei piccoli gesti quotidiani e resiste caparbia alla monotonia che, opaca, ne insidia i giorni: "La nostra stanza, amore mio, | un disordine continuo | tu getti le camicie sulla sedia | io la gonna | cadono le calze | i libri sui comodini | fanno bella mostra | assieme a bicchieri | carte, indirizzi | a ciò che resta | di un intero giorno". La prosa si fa poesia in questi versi in cui vibra l'universale che è nel quotidiano ed il lettore avverte,  nello scompiglio di cose che si ammassano nella domestica sarabanda di ogni giorno, il segno di un'intimità che si fa ritmo .complicità, poesia. Il verso  libero, duttile e sapiente, sostiene e asseconda le immagini che spesso inseguono l'avvicendarsi delle stagioni per coglierne il riflesso in dettagli minimi che la poesia fa essenziali come rivelazioni. Ma può accadere che il verso si impenni e scatti e capita di imbattersi in accensioni improvvise o  in un superbo impeto di orgoglio che colpisce per fierezza, energia, forza di fantasia : "Se tu mi lasciassi | chiederei indietro | baci, tenerezze | le inutili lacrime | gli abbandoni improvvisi | le liti furibonde | le carte bollate. | Me ne andrei allora | persa e libera per la città | superba gatta soriana | senza ombre nè dubbi | confusa tra la gente". Non è femminismo, è orgoglio di donna che scatta e brucia come il lampo che taglia un cielo nero. Intensi e vivi i paesaggi, che evocano terre e stagioni di cui colgono, con la tonalità pittorica che è la cifra di questo libro,  ora  quiete soavità  di acque lagunari, ora la selvaggia dolcezza delle terre d'Africa.

Ogni luogo ha un'anima in questa poesia in cui tutto è immagine, visione, trasparenza di cieli e d'acque su cui lo sguardo si posa insieme nitido e assorto. Con l'umile tenerezza, si direbbe, di chi coglie, anche nelle pietre offese dal tempo, l'eco di una storia che parla  la lingua sommessa di ruderi e rovine a Cividale del Friuli, oppure ad Aquileia, "porto | d'acque disseccate e perse" dove "tutto sa di salso e di resina". Fresca, originale e nuova per ritmo ed ispirazione, la sezione dedicata alle maschere. Compaiono in scena, rivisitate con una lingua sospesa tra scherzo e ironia,  Arlecchino, Pierrot, Rosaura, Pulcinella e tutte quelle che furono le maschere di una tradizione di cui la poesia sottolinea, insieme, la vitalità,ora lunare ora gioiosa, e  la natura, labile come un sogno che svanisce all'alba: al calar della scena in cui, solo, vivono i frizzi, i lazzi, i vezzi e gli amori delle maschere che furono l'epica ingenua di una Commedia della vita la cui grazia arguta non rivive se non nella poesia.

Recensione
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