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Delicato, elegante, spontaneo il passaggio dalle introduzioni-didascalie-descrizioni d'ambiente alle narrazioni dialogate, che sono non solo verisimili, ma "vere". Molti sono i riferimenti all'attualità, non confusi ma "contesti" alla ricerca biografica.

Le molte "sincronie", i molti "nello stesso momento" denunciano una tecnica da consumata sceneggiatrice. Si intuisce che l’autrice innanzitutto "vede" le scene, prima di scriverle.

I capitoli sono costruiti, nella loro brevità, con accurata armonia nella disposizione delle parti. Non c'è una parola di troppo.

Il romanzo è, veramente, la parte di una "saga", incominciata con il Porto di Calais di cui mantiene intatte le caratteristiche (lucidità, delicatezza, piglio) portandole a risultati a mio avviso ancora più efficaci, icastici, incisivi. Il tutto in perfetta continuità con quanto veniva prima.

Recensione
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