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Aprirsi all’amore. scoprire la via che porta alla conoscenza vera, unificare il pensiero e rasserenare la coscienza che vive, sono i diversi modi di capire il mondo che il sole brucia e riscalda nella pienezza dell’universo. Con questo messaggio di chiarezza e di luce Ferdinando Banchini ci introduce nel suo libro Convergenze invitandoci a raggiungere il momento in cui dalle diverse visioni della realtà, si arriva all’unico approdo che è ragione, consapevolezza. conoscenza e incontro.

Elevarsi vuoi dire saper guardare in alto, superare le molteplici difficoltà di cui è piena la vita, alla ricerca continua della sua esistenza "non l’alta vibrazione della vita | ma i suoi riflessi. Il tesoro interiore | mondo in tumulto teso all’assoluto". Tutto ciò è possibile attraverso l’amore che apre le porte alla luce, che si espande e riempie tutto di sé e non conosce ostacoli e confini, nemmeno le parole. laddove ce ne fosse bisogno servono a chiarire. a rappresentare e soprattutto ad amare. Si attende sempre la primavera del cuore per sorridere. per volare alto nel cielo, per liberarsi dalla schiavitù delle cose e toccare gli spazi infiniti. godere di quella luce e del calore che invadono l’anima e coprono silenti abbandoni.

Talvolta giungono da lontano echi di voci e nostalgie di volti che appaiono in rare trasparenze, quasi invitandoci ad ammirare lo stupore dell’alba e la bellezza di una natura generosa che non finisce mai di donare. Ma c’è una profonda ragione che giustifica e unisce il mutamento e l’accadere delle cose che seguono tracce diverse per ritornare sempre dove sono nate: l’uomo deve capire che alla base dell’esistenza umana c’è questo ritorno alla luce. L’affanno continua alla ricerca di qualcosa che appaghi il desiderio è giustificabile e necessario, ma il tutto deve essere rivolto al raggiungimento di una meta, allo scopo universale che rassicura i moti del cuore: "Che sia di luce, nell’ignota gelida | fuga d’abissi immensi, la tua meta. A me basta un istante, | se in quell’istante è chiusa la bellezza, | scintilla dell’eterno".

Bisogna saper ascoltare il silenzio, soltanto in esso si riscoprono e si dilata il tempo che va oltre l’orizzonte, ad ascoltare la voce che guida e crea brividi di risveglio nell’anima. "Ma solo nell’alto silenzio che non un fruscio | non un bisbiglio rompe, | l’ultrapossente ascolti voce di Dio" Se il pensiero vola lontano ad inseguire memorie, a rincorrere spazi che sulla terra l’uomo non trova, legato ai bisogni incerti e alla speranza "sia più alto, ampio il remeggio | che a Te conduce. E sia forza l’amore".

Con un linguaggio armonico e una lucida analisi che attraversa tutti i percorsi che la vita ci mostra, l’Autore penetra nelle pieghe intime dell’animo umano scoprendo in esso la fragilità, l’assenza di certezze e la ricerca continua di una verità che sfugge e richiede grande impegno e disponibilità per essere conquistata. Fa meditare Ferdinando Banchini sul significato dell’esistenza e su come seguire durante il percorso l’apparente realtà che spesso si mostra facile e naturale. ma che nasconde disegni e conoscenze spesso irraggiungibili.

Recensione
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