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Una poesia che nasce da profonde emozioni e
intendimenti, che tenta di ricucire i vari momenti slegati e tracciare una
sintesi dell’esistenza che man mano ha perso i momenti unificanti e la
musicalità delle parole, dette e abbandonate a un destino senza ritorno.
Tuttavia è sempre presente il ricordo e il desiderio di risentire fatti e nomi
che hanno lasciato il segno nel profondo dell’anima e riconciliano con una vita
apparentemente vuota e senza significato. L’espressione viva del dialetto riesce
non soltanto a dare un carattere immediato ai pensieri e alle immagini, ma serve
da base narratrice per una realtà che pone grandi problemi e a volte diventa
struggente, continuamente in bilico tra l’umana accettazione e una sorta di
rassegnata adattabilità alle sue leggi. I sentimenti trovano sfogo e luce nelle
rispettive forme, curate da una limpida analisi e da un particolare modo di
riportarle alla loro chiara visione che contiene ancora elementi di utopia e
slancio ideale. “A tutte le stelle la lancio raggomitolata | questa appassita
buccia di limone. || Sarei contento di centrarne almeno una | affinché la usasse
come una corona.” Nel “Paesaccio di montagna” rivive tutta la sofferta
solitudine e il distacco da un luogo che ritorna spesso ad apparire come risorsa
per un canto d’amore che la lontananza ha reso asciutto e ha trasformato in una
dolce musica familiare. La tristezza brucia tutto il nostro essere e ci rende
incapaci quasi di sognare e ritrovare l’armonia che nasce dall’essere presenti
a noi stessi e l’impeto della giovinezza che spinge verso la realizzazione.
Il
racconto è dolce e i versi pieni di fascino per un mondo forse non solo
apparente, ma vero e crudelmente pieno di fragilità e di umori che non lasciano
il tempo di godere nel felice ricordo. “Se la fantasia accresce i giorni | si
srotola tutto il gomitolo | e, leggero, il cuore balla per la strada”. È
accorato il canto e dimostra quanto è importante ritrovare il cammino che offre
ancora colori e sapori conservati nel cuore, mentre il pensiero li rende spesso
brucianti di desiderio, con un linguaggio quanto mai attuale e penetrante.
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Recensione |
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Scorcia ri limuni scamusciata
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poesia
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| Autori |
| • | Filippo Giordano |
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Edizione:
Edizioni Il Centro Storico
Mistretta 2006 |
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| III ed. Prefazione di Giuseppe Cavarra - pp. 32 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Talento nr.2/2007
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