Servizi
Contatti

Eventi


Nella sua “Introduzione” all’ultimo libro di versi della poetessa Ines Scarparolo, Cristina Contilli felicemente ci spiega come la silloge costituisca il terzo volume di una trilogia, dove sono vissuti i momenti di una stagione d’amore vissuta all’inizio nella luce di un”grappolo di stelle”, subito ripiegata in uno stato di quiete e poi conclusa nella separazione d’addio.

Nello scorrere le brevi liriche, avvertiamo che lo strazio della fine dell’amore e del successivo doloroso “distacco”, è cantato nel tono della nostalgia, dove il dolore (algia) del ritorno (nostos) si presenta nell’immagine incerta del sogno, nel soffio di sospiri e di perdute carezze, sotto vesti di lacrime, di tenerezza e ricordi.

La ferita d’amore non si rimargina, perché come ci ricorda Platone nel “Simposio”, Eros è il più potente dei demoni, che innalza l’uomo verso l’infinito, unendo i mortali ai divini, il Cielo alla Terra e stando nel mezzo fra gli uni e gli altri, opera un completamento, saldando il tutto con sé medesimo, nell’onnipotenza dell’Uno. Ecco perché il dileguarsi di Amore genere una separazione irreparabile, la lacerazione tra il cielo e la terra, lo strazio immedicabile nell’anima ferita.

Sono i sentimenti e le emozioni della perdita di questo Amore che vengono recitati in Il distacco, una silloge lirica, presentata anche nella lingua inglese con l’eleganza propria, che ne aumenta il pregio artistico ed il valore culturale.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza