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Le recenti poesie

Avanza quel poco

Avanza quel poco
Da poter scorgere il tuo viso.
Il tempo è fuggito
E s’è portato via la tua sembianza.
Tutto si muta, sai
Da non riuscire più a riconoscermi.
Io stessa mi guardo
Con una stretta al cuore
Pesando il cambio veloce
Che non si ferma.
Ho setacciato in molti anni, ora
Rimane l’attuale tempo
Che produce solo danni.
Ma tu, dimmi
Di tante stagioni perse
Parlami di te, dei tuoi affanni.
Ricordami, se vuoi, di com’ero
Ora il gelo ha divorato molta linfa
Il mio tronco ha radici spanse
Cercano oltre, per dissetare questo mio fusto di pietra.
Il nostro incontro ha una data precisa
Perdura nel tempo murato
Nella stagione che tu sai.

Era un grande amore

M’è rimasto il suo numero telefonico
Qualche gingillo, libri e foto.
È così lontano…..
Non chiamo, lui fa lo stesso.
Lasciamo passi la bufera che non termina
E che le cose restino tali e quali
Con un po’ di nostalgia e vampate di struggi struggi.
Il tempo scorre vorticosamente
Con tutte le varianti del giorno.
Non so della sua salute, se è felice
Con la sua numerosa famiglia
Come del resto anche lui se ne fa una ragione.
Gli auguro ogni bene e qui l’ ho scritto.
E pensare, nel nulla anche un giuramento eterno
Di un grande amore!

Naufraghi

Non più vittorioso è il cielo
Ora si rabbuia
In questa epocale sfida
Al margine ormai prossimo.
E noi naufraghi
Da terra a terra
Da sponda a sponda
Solo numeri per quei potenti
Nel dover morire.
Fratelli d’etnie diverse
Un solo popolo
Che annaspa verso una libertà sfuggente.
Ma un grido unanime
Tra una scia di sangue
Renderà alla storia
Quel brivido d’orrore tra le macerie
Scorrere sventrato
Per poterlo offrire
Ad eterna memoria.

Queste nere nuvolaglie

Rapide rannodano giorni e giorni
Zuppi d’acque
Queste nere nuvolaglie
In un galoppo crescente
Che assediano il cielo.
E poi giù, a spada, a raffica
Lo scotimento della loro anima
Dalle ininterrotte catinelle.
Sulle frasche dei viali
In tutto il bosco
A quegli alberi scheletriti
Dalle vesti decidue.
Sui tetti, nelle gronde colme
Di racimolate foglie
E tracimano in ruscelletti improvvisi.
E la sera è repente
Nell’agrodolce pensiero
Il precedere d’un assaporato tepore
Del proprio nido
Mentre il rovescio precipita
Nella latebra notte
E và ingrossando il mio lago
Senza più sponde.

Tu che ascoso mi parli

Tu ,che ascoso mi parli
E decifri silenzioso i miei pensieri
Sicché tutt’uno inglobi il mio essere
A te non posso fingere ciò che non penso
E d’ascolto, paziente ,annuisci o dinieghi
All’evidenza di danni
Tu, a cui affidata è l’intera vita
Sino all’ultimo respiro
Sai scavare e far riemergere oscurità
Ogni attimo sereno o additare quelle falle
Mai cancellate.
Sai anche dove il cuore mi porterebbe
E dove ostinatamente si ferma
Per non dar peso alla vecchiezza
A quei pochi anni che restano
A coloro che amo più di me stessa.
Non posso ingannare il tuo spirito
E a me stessa , quella intensa maternità
Che mi sostiene nella lontananza di abbracci.
Di uno stesso nucleo ci apparteniamo
Sostenendoci a vicenda
Nel bene e nel male , tra lacrime e sorrisi
Con sarcasmo e ironia
Da quel pendolo che batte eterno alle porte.

Un amore grande

Ancor mi parli
Ma la tua voce non eguaglia
Quella impressa in altre stagioni
Sfuggite nella caducità del rientro.
Serbo un ricordo, attimi struggenti
Che van schiarendo infiniti orizzonti
Sciabordii e schianti tra le rocce
Respiri di salsedine, perenne tracce.
Rumoreggi e par sordo monologo
Se non a tratti, con intensità d’intenti.
Ma tu ed io, soli
Senza un via vai di passi
In un’alba serena o infuocato tramonto
Ammutolita , in estasi
Dal nostro solitario amarsi….
Donarsi l’un l’altro, senza resto
In un abbraccio immenso
Che tutto li contiene.
Ho cercato la tua anima
Nelle profondità di fondi
Dove la corrente mi porta
Là, dove il blu e più intenso,
venato di smeraldino
dove né alghe, né veleni possano distrarmi.
T’amo da sempre, un tuffo al cuore
Ogniqualvolta m’appari
Da qualsiasi finestrino.
A malapena cammino, con appiglio
E ancor mi salvi, con un galleggio
Che attenua il mio dolore
Con l’onde amiche
Che accarezzano questo povero corpo
A ricordo della mia incosciente nascita.

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