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Poesie per caso

Il Poeta e amico Brandisio Andolfi dà a questa ultima raccolta, un titolo molto originale e appropriato alla nascita di ogni lirica, scaturita spontaneamente da una visione riflessiva, svelante sentimenti del momento.

Del resto i tanti volumi precedenti di successo e gli innumerevoli riconoscimenti dovutogli, lo hanno elevato a “Grande”.

Un titolo dal contesto fedele a quanto lui stesso afferma, per la Musa che lo accompagna quotidianamente e lo incita con insistenza a elaborare tutto ciò che lo circonda, poeticamente. Così facendo, dà spazio al segreto della sua anima, con tutte le sfaccettature perduranti nelle sue stagioni e mette in bilancio, con un velo melanconico, tutto il continuo mutare delle scene dal palcoscenico della vita.

Un diario fedele, con pensieri profondi, traguardi raggiunti, sogni restati tali, quotidiane abitudini… ma l’opera benefica, a placare questo tramonto, lo rivolge alla natura :

“Le mie lune” che lo hanno accompagnato per lunghi anni “ limpide e dolci” dove “gioia e tenerezza per notti d’agosto” in “un cielo di stelle ed io disteso sopra un verde da sogni” ora la riconosce “triste fra i tetti dei palazzi“ confusa “ai nostri occhi dalla luce rossa dei lampioni”.

Il fuoco del Poeta, a volte esplosiva, a volte in brace e mai estinta, ci regala della chicche dense di particolari che sfuggono a occhi non allenati e come sussurri per un amico confidante.

Il Poeta ha bisogno di quel silenzio sovrano per potersi parlare e far scaturire tutto ciò che ha custodito per anni. Ricorda quando “tra i boschi della sua gioventù” godesse dei ”fruscii tra l’erbe” il “canto degli uccelli” e suoni incantati quasi impercettibili e va tra “sentieri antichi” dove srotola la sua vita che vede passargli accanto con tutto quanto ha amato… visi cari, valori d’un tempo, fatiche immense e quella guerra incisa nella sua anima di ragazzo.

E basta un là (nota musicale) perché affiorino tutte quante sogna “La mia casa tra gli ulivi” dove ha “vissuto i migliori anni”.

“Ti avessi conosciuta” bellissima la dolcezza che esprime alla Musa, rammaricandosi perché, scoperta in un’età non giovanissima, non le ha potuto dedicare “versi di luce e gioia” con quell’ “intesa corre su sentimenti eguali su parallele tracciate sopra aliti infiniti”.

“Quel giorno che me ne stavo” un fuggi fuggi per un acquazzone verso un capanno e l’incontro di una giovane donna anch’essa al riparo, con le prime vampe di un sentimento affiorante in un abbraccio.

“Il sole sopra la collina” “benedetti i ricordi quando tornano a portarci arie di tempi passati e gioia che riscaldano cuori invecchiati”.

Il tempo toglie tante velleità, rimarca le sole cose importanti per quella saggezza senile che accompagna il percorso con la nostalgia del passato, con necessario distacco, lasciando che il ricordo ,con le virtù modellate nel tempo e trasmesse ad altri, lo trascini sino a “un tuono senza lampo”

Bravo Brandisio, con infinita dolcezza ti abbraccio

Recensione
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