|
| |
In questa silloge il discorso poetico di Giovanni Chiellino
tende ad un allargamento panteistico delle cose, ove trova posto e ragion
d'essere una vasta gamma di motivi che vanno dal tema del viaggio a quello
dell'esilio, dalla esistenza alla bellezza, dal mistero all'amore. Originale il
modo con cui il poeta li sviluppa. E' tutta una sequenza epitetica volta a
sottolineare il motivo che si fa oggetto di contemplazione. E il modo è quello
dell'analogia che sta a indicare simbolicamente la stessa condizione
esistenziale del poeta verso una tendenza volta a sviscerare il senso più
profondo delle cose avviluppate nel mistero che il velo della realtà nasconde.
"Mia esistenza | impedito pensiero | salto ininterrotto | ... | anelito alla
vita... | tenace ponte fra bianca roccia e cielo trasparente | insperata fiamma
| umile frutto..." (p. 76). Da qui scaturisce, assieme ad una musicalità di
sapore ritmico riposante, un fascino accattivante, sottolineato dall'uso voluto
di ripetizioni eleganti. Il che conferisce ad ogni componimento un sapore
nostalgico che affascina ogni intendimento simbolico o metafisico.
Emblematico risulta anche il titolo della silloge. Il cerchio
infatti sta a rappresentare il gioco della vita che propone all'uomo un unico
viaggio, il quale si rivela circolare, non soltanto perché ogni cosa tende verso
un centro che unifica, ma perché tale cammino riporta l'uomo alla meta
d'origine, al punto di partenza che è anche punto di chiusura, ove tutto
ricomincia in altra dimensione. Un viaggio, dunque, in cui l'uomo si trasforma
trasfigurandosi.
Così la fanciulla, cui il poeta si rivolge, specie nell'ultima
parte, assurge a simbolo di poesia, attraverso una sequenza di analogie. Il
motivo dell'amore, che l'autore manifesta con garbo, ricorda l'intimità del
focolare domestico, inteso anche come fonte di ispirazione.
Lo stile riposante del verso avvalora ed accoglie, infine,
accanto a forme nuove, gli eterni valori del passato, "che nella notte dell'uomo
| accende fari di sogni | sopra cattedrali di fede | per un continuo esistere e
cadere | sotto infinite volte di silenzio | nella magica sfera | del tempo che
non torna" (p. 108). Infatti il poeta riesce a conferire alla parola la forza
dilatante di un linguaggio che si sviluppa molto spesso nelle forme di un
intenso simbolismo.
| |
 |
Recensione |
|
Nel cerchio delle cose
|
|
poesia
|
|
| Autori |
| • | Giovanni Chiellino |
|
Edizione:
Genesi Editrice
Torino 1994 |
|
| Prefazione di Francesco Spera. Nota critica di Liana De Luca - pp. 130 |
|
| Recensione a cura di |
| • | |
Pubblicata su:
Arenaria nr.30/1994
|
| |
|
|