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Seconda parte della saga di Alain e Juliette,ossia della marchesina De Sade, figlia del divin marchese e dell'ufficiale della marina Alain de Soissons. A differenza di quanto è accaduto ne "il porto di Calais", dove tutto ruotava attorno ad un avvenimento, la congiura, qui la vicenda è più frammentata, tanto che la protagonista del titolo, ossia la presunta figlia della sorella di Napoleone, compare solo di striscio.

La grande storia, ma anche la piccola storia: le vicende dei personaggi prendono il sopravvento, talvolta anche indugiando nel pettegolezzo fine a se stesso. Resta comunque un testo scorrevole e ben documentato storicamente: si apprendono notizie mediche come la pratica degli aborti e la cura della malaria con il chinino. Inoltre, cosa piuttosto sorprendente, si vede come la società dell'epoca fosse piuttosto "aperta" Le donne potevano accedere a gradi militari come Christine, o il medico militare Therese, l'omosessualità, finanche il travestitismo erano piuttosto tollerati.

Lo stile particolare dell'autrice, che riduce all'osso le descrizioni per dare la prevalenza alle parti dialogate,qui diventa ancora più marcato;il taglio da canovaccio cinematografico, con spostamenti repentini della macchina da presa, complici le varie vicende che si intersecano finisce per spiazzare il lettore meno attento che fatica a riannodare i fili della trama. i dialoghi, poi, soprattutto nelle scene di sesso, non sempre sono appropriati, con termini che risultano essere un po' "letterari" per il contesto.

Anobi.com

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