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«Forse
aspettiamo sempre un ponte anomalo | un'arcata instabile, ribelle | che ci
traghetti barcollanti dove | la terra é pronta alle carezze, incline | alle
confidenze || withouth realising that we | are the bridge | the raw material and
the engineers | all in one | its structure as strong or as weak | as the power
of our imagination || il divertente é abbattere le statue | coi riccioli e le
vesti barocche | e tutto il resto. Un tuffo e una | risalita, un tuffo e
un'attesa | al sole ad asciugarsi: fare del ponte | una terrazza mediterranea ||
a flight of unexpected fancy | all the better to hone the senses with | heighten
the flavour | of earth, skin, cement – fix it | on the palate as a reference
point | when our wings won' t lift us off the ground Maybe we're always waiting
for a quirky bridge | an unstable, rebel arch | to ferry us, staggering across,
where | the earth is ready to be caressed, prone | to sharing secrets || senza
renderci conto che siamo noi | quel ponte | allo stesso tempo | la materia prima
e i progettisti | dalla struttura tanto forte o debole | quanto la nostra
immaginazione | the fun thing is to topple the statues | with their curls and
baroque robes | and all the rest, dive down and then | come up, dive down and
wait | in the sun to dry off: to make the bridge | a Mediterranean terrace || un
volo inatteso di fantasia | per meglio affinare i sensi | esaltare il sapore |
della terra, della pelle, del cemento – fissarlo | al palato come punto di
riferimento | per quando le nostre ali non ce la faranno pill | a decollare».
Un libro eccentrico, di cui ho riportato una poesia intera,
trascritta in modo speculare sulle due pagine. Scritto a due mani nelle due
lingue materne delle autrici, italiano e inglese, e poi tradotto scambievolmente
– da e verso – l'altra lingua da Riccardo Duranti, amico di entrambe le poete,
intreccia le due voci all'interno di ogni singola poesia, in modo che il
risultato finale sia un gioco d'eco che rimanda alternativamente le due voci
senza indicare 1'individuale appartenenza. Nelle poesie si avvertono
espressioni, toni, musicalitâ, differenti ma affini e lo scambio alterno delle
due voci crea un movimento cromatico che insieme completa e dâ ritmo ai testi.
Un esperimento di grande interesse che apre alla poesia spazi inediti di
non-soggettivita o meglio di mescolanza di soggetti, laddove il soggettivo
impera. E un'altra modalitâ di proporre la propria parola nella relazione
cercata e voluta, mi pare, non solo per amicizia e affinitâ d'intenti, ma anche
per suggerire modi innovativi di affrontare i testi: come se la libertâ di
parola che viene dalle donne nel campo della poesia sia anche desiderio di
ricerca. Non a caso la poesia che ho trascritto parla delle donne e indica
luoghi e momenti di un sentire molto frequentato, di un desiderio che spesso
tutte ci attraversa: 1'attesa di un luogo dove essere veramente se stesse, un
ponte che ci porti in quella «terra pronta alle carezze e alle confidenze» di
cui a volte sentiamo il bisogno, che é poi un desiderio di accudimento, di
relazione, di serenitâ. Ma subito la poesia ci ricorda che «siamo not quel
ponte». Immagine simbolica quanto mai precisa che viene a indicare uno spazio
nel moudo: il ponte collega luoghi diversi, consente attraversamenti, supera i
limiti posti dalla natura (un fiume, ad esempio), apre alla comunicazione e allo
scambio. Rivendicare questa immagine per le donne mi pare una scelta felice e
ricca di promesse, che dâ intera al soggetto incarnato di sesso femminile – in
questo caso – la responsabilitâ delle proprie azioni e delle proprie scelte.
Questo libro che parla una lingua duale apre un modo di fare poesia che eccede,
va oltre i moduli consolidati della tradizione, e anche questa é una scelta di
consapevolezza e di rischio: ma é nel rischio che si incontrano le strade
dell'innovazione, con buona pace di chi pensa che le donne in poesia sia solo
delle buone (piu o meno) imitatrici di modelli giâ attestati. Allora davvero «la
sorpresa é riconoscere | un altro se, simile e dissimile | su un'altra terra –
la stessa – | che rivolta sempre le stesse zolle, generosa».
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Recensione |
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Paso doble. Dual Poems
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poesia
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| Autori |
| • | Annamaria Ferramosca |
| • | Anamarěa Crowe Serrano |
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Edizione:
Empiria
Roma 2006 |
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| Traduzioni a cura di Riccardo Duranti - pp. 64 |
| prezzo: € 12,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Leggere Donna nr.125/2006
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