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D’amore e altro

Poesia. Ci era già nota la precedente raccolta di Granziero, Inquieti giardini. Il titolo di questo libro, meno rilevato come soggetto, apre però a una vasta gamma di significati. L’amore è in pratica il tema più ricorrente, e qui con altro il poeta ci propone una serie di liriche che affrontano diverse soluzioni, per il contenuto in particolare, mentre la forma centrata è segno di una proporzione che mostra tutta la sua eleganza attraverso una versificazione per lo più breve, in modo da riportare l’essenza del tema e la sua definizione con tratti ben delineati.

Un suggerimento che si può dare al lettore è di riflettere sulla prefazione che sagacemente introduce alla silloge. È comunque il testo nel suo insieme a rivelarci la bellezza di un dettato i cui momenti felici si colgono quali illuminazione del verso e dello spirito che li anima.

Versi brevi e brevissimi, che in qualche caso superano il settenario, ma mantengono il loro ritmo proprio nell’attimo in cui si realizzano, dando così l’opportunità di scandire un tempo ideale e originando quel susseguirsi di istanti che formano poi l’unità testuale.

Ciò produce una consequenzialità che riassume il tema, come in Rughe, dove un verso è composto anche di una sola parola e la sua ritmicità si fa più evidente. Dobbiamo forse considerare i versi di Granziero fragili? A nostro giudizio lo sono soltanto all’apparenza, perché se andiamo a esaminare la struttura di ciascuna lirica ci accorgiamo invece di una solidità che è anzitutto semantica: descrivere la natura nei suoi risvolti affascinanti fa parte di un dono anziché di un tratto effimero.

Ben si sposa alla poesia la musica, qui è l’Adagietto della quinta sinfonia di Mahler a costituire il tramite che le avvicina. Il citato movimento è “una parentesi eminentemente lirica, e nella tonalità di fa maggiore si dipanano qui alcune delle più eleganti ed espressive melodie che Mahler abbia creato” (G. Manzoni) — come si vede le relazioni con la poetica del Nostro sono sintomo di un’affinità artistica.

Una singolare attenzione dovremmo rivolgere a certi dettagli della natura che si esprime nelle piante, per esempio l’elleboro che potrebbe intessere un dialogo col calicanto; li ritroviamo ambedue in inverno, segno di un vincolo che è in primo luogo poetico; del resto l’elleboro ha quella simbologia segreta che lo fa ritenere un “misconosciuto fratello” — che vede fin dall’antichità le possibili applicazioni di questa pianta.

Un poeta come Granziero, che accoglie nei suoi versi tanta luce e una raffinata resa dei sentimenti, non è insensibile al dolore di un’assenza; quasi che il mondo minerale risponda ai suoi appelli. Pure qui affiora un sentore luminoso che nasce dalla scrittura e si propaga ovunque. La capacità di affrontare temi non facili con delicatezza e partecipazione è la prova che il poeta sa far vibrare tutte le corde dell’emotività umana di fronte ai tragici avvenimenti che solcano anche ora la nostra società. È questa una funzione primaria dei messaggi che la poesia sa trasmettere a chi ha sensibilità e coscienza. È proprio la finezza del dettato e la lievità dei versi a dare maggior risalto a ciò che si vuole comunicare: sentiamo intimamente quel “tempo di primavera” creato appositamente per queste liriche.

Poi appare il rovescio della luce e delle altitudini: un testo come Abissi ci pone davanti una decifrazione, come se venisse rovesciata la bellezza che era il principio primario del carattere generale di “D’amore e altro”. Cosa rappresentano effettivamente questi abissi? la profondità dello spirito umano e del suo dolore? Una composizione che andrebbe sviscerata parola per parola, tanta è l’intensità del contenuto.

Allora, a dir la verità, abbiamo versi non certo fragili, ma dotati di un loro potenziale i cui significati vanno cercati oltre le parole stesse. A conclusione di queste note porremo intanto la presenza di Dio, in una sottesa religiosità che sfiora la dimensione metafisica. Inoltre, l’elicriso: un fiore la cui caratteristica potrebbe rappresentare l’immortalità. Forse la poesia ci fornisce questa speranza.

Recensione
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