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Edifici pericolanti

Poesia. Ci pare che questo sia il nostro primo incontro con la poesia di Damaggio, pertanto è opportuna una breve nota biografica. Anno 1969. La prima pubblicazione è del 2011. Traduce dal greco – ma oltre la traduzione vi è l’originale – e dal brasiliano. Ogni sezione del volume è collegata a un commento, che chiarisce tante cose, pur lasciando piena libertà di interpretazione su alcuni punti nodali della sua scrittura.

E certo illuminanti sono postfazione e nota di lettura, che per nostra abitudine leggiamo solo dopo. Ciascuno quindi definisce e interpreta stile e contenuto da una visuale che non sempre è convergente, anzi. C’è però un dato fondamentale che va affrontato: le note autoriali sono preziose e possono integrarsi col discorso che il critico intende fare.

Nel caso presente è evidente che le conoscenze del poeta superano di gran lunga quelle del critico, ma non tanto da impedire a quest’ultimo le debite osservazioni. A rettifica, la vera nascita del poeta è nel 1999, all’età di 29 anni. Non è raro il caso per cui la nascita anagrafica appare un atto formale, mentre l’esistenza autentica in senso anche spirituale inizi quando la persona trova il terreno fertile.

In tal modo la memoria viene disattesa, ed è più presente, strano paradosso, nella sua assenza. Partendo quindi da Hawking, gli assiomi cominciano a incrinarsi, e ci danno la misura tra l’essere umano e l’universo. Poiché la correlazione causa-effetto viene a cadere, ecco porsi il problema di Dio, che nei secoli ha prodotto una serie di situazioni di cui soltanto l’umanità ha avuto sentore. Finite le ipotesi di tempo e spazio, rimane la consolazione di averlo capito. Che dal nulla si generi qualcosa è un concetto affascinante, ma forse non dimostrabile. Così per l’abiogenesi, in scala naturalmente ridotta, soprattutto riferita al nostro pianeta.

Di conseguenza una linea filosofica si inserisce nella poesia, e gli esempi sono molteplici. In primo luogo la definizione di realtà, che procede su una doppia scala, e potrebbe perfino rinvenirsi nei “piccoli vegetali oscuri”. Ci sarebbe tanto da dire, sul perché l’occhio del poeta vede oltre, e ha la capacità di farci scorgere l’invisibile o almeno il minuscolo. Seguendo tale istruzione si arriva a riconoscere “il significato dei corpi” che una società tecnologica tramuta in materia di scambio. Si costruiscono allora gli uomini-cifra che giustificano un linguaggio fortemente traslato, restando a volte sorpresi da una scrittura troppo semplificata.

I versi possono diventare qualunque cosa, anche oggetti: tutto sta nel saperli utilizzare e mostrare la loro intima coscienza. Si potrà obiettare che tra la parola e il suo senso sussiste una notevole divaricazione che col tempo si allarga. Non a caso si tenta di ridare alle parole la loro funzione, essendosi troppo diramata, sino a sconfinare nel nulla. Ma il poeta sa in che modo sfuggire all’astrazione che non di rado è implicita nel dato verbale.

Si può coltivare l’estrema metafora paragonando la poesia a “una mosca tossica” o sentire concretamente il contrasto tra il lavoro, comunque coercitivo, e l’individuo. Non è perciò condannabile chi, dalla sponda di un mondo linguistico, arriva al solipsismo e spera in una resurrezione che gli altri non comprendono. Si cerca la poesia spesso per adire a una purezza impossibile, per accorgersi poi di essere impotenti di fronte a un mondo impietoso, come in questo significativo distico: “Apro le mani, piene di dita inutili | che sanno solo scrivere parole.”

Probabilmente nemmeno l’autore si rende conto di quanto sia importante la sua risposta. In fondo ci apre un mondo di bellezza, sia pur solo immaginato: non abbiamo necessità di certezze o di materie apparenti, malgrado che la morte, intesa come non fine, ci tolga l’ultima illusione. Dobbiamo consegnarci al rimpianto o alla massificazione di ogni ideale? C’è una via di fuga, che per ora pochi conoscono.

Toccare la soglia del dolore, misurare la distanza che ancora rimane tra noi e la perfezione: è un traccia da seguire quella di Damaggio.

Recensione
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