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Il cielo capovolto

Poesia. Ventisei poesie della madre e dieci del figlio: una continuità ideale. Peraltro vi sono fra i due autori notevoli punti di contatto, per esempio nello stile libero e nella capacità di rendere la realtà delle cose pur mantenendo quell’afflato che traduce la parola in poesia. Un sentimento d’amore traspare dalle liriche, quel sentimento che si perpetua nel tempo ed è sempre stato uno dei temi prediletti dai poeti.

Senza fare distinzioni, va considerata la leggerezza di scrivere in punta di penna per creare delle immagini di squisita eleganza, riferendosi al passare del tempo ma anche a quei momenti ‘primaverili’ che danno ai versi una luce ariosa, quasi che il paesaggio venisse avvolto da delicate trame di luce. La memoria possiede diverse distanze, ma viene unificata dal vincolo filiale: “non voglio spezzare la fine ragnatela di sogni e speranze”. Se è vero, com’è stato detto, che gli esseri umani sono fatti della materia dei sogni, allora la poesia ci aiuta a comprenderci e a scendere nelle profondità dei nostri pensieri, rilevando il mondo che ci circonda con lo spirito amoroso affinché si compia quel destino che alla fine dovrebbe accomunare tutti gli esseri.

È proprio osservando la natura che si riesce a percepire l’identità di ciascuno: “Nel cielo notturno ritrovo me stesso.” Qui abbiamo il doppio aspetto che la silloge ci dona: poetico e familiare.

Recensione
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