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Il cuore è un muscolo vivace

Poesia. Ci sono diversi modi per affrontare la scrittura: le poesie della Puglia si distinguono per un loro particolare taglio. Vi sono aspetti simbolici e rappresentativi che determinano uno stile dove la realtà – e con questo termine si comprende anche la nostra presenza in una società che quotidianamente investe lo stesso modo di vivere – non viene disattesa, ma talora elusa per volgersi oltre le apparenze, benché non sempre sia possibile svelare quel quid che a tratti ci sembra di aver compreso: “Siamo anche noi la scheggia di un cosmo che non si svela”.

Questa è probabilmente la difficoltà, per cui occorre la chiave introduttiva, un modello radicalmente nuovo per rapportarsi con le cose, con la certezza che ogni tempo è precario e quindi la visuale deve ampliarsi verso un senso di percezione più acuto, com’è dei poeti. Lo straniamento qui si estende partendo dall’identità speculativa del soggetto, penetra nel linguaggio, con una corporeità che sembra dare spessore alla scrittura, sradicandola, per un usare un termine dell’autrice, da ciò che è transeunte, perfino nel rapporto col sogno, mistero che travalica il significato, ma nell’istante riesce a trasmettere quella materia da cui dovrebbe sfuggire.

Non v’è dubbio che lo stile di questa poetessa è assai diverso, un pregio che non si può che apprezzare. Dipende probabilmente dall’età, e ce lo dice lei stessa, quando nell’affrontare la vita ci si raffigura un mondo che non è quello pensato.

Da tale coscienza nasce il verso incisivo, denso, che non tiene conto di ornamenti, ma considera anzitutto la resa comunicativa, ed è questa la poesia più difficile, ma la più elevata dal punto di vista etico.

Recensione
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