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Il pomeriggio di un fauno e altre poesie

Poesia. La biografia di Mallarmé (1842-1898) può dar luogo ad alcune osservazioni. Per esempio: che a dieci anni era un “mediocre scolaro”, situazione in cui si sono trovati altri scrittori e artisti, presi dal loro mondo interiore che a volte solo il caso è riuscito a far emergere.

Altro fatto da non sottovalutare, il matrimonio con una donna più anziana di lui di sette anni. Niente di strano, accade quando si ha vent’anni, ma forse l’inconscio ha bisogno di un’esperienza. Decisamente da mettere in rilievo la musicalità delle scelte lessicali nella sua poesia. E qui abbiamo il testo del Preludio del pomeriggio d’un fauno, tema decadente e sensuale quant’altri mai.

Naturale che trovasse il musicista ideale in Debussy. Scrive Léon Vallas a proposito di questa composizione iniziata nel 1892: “Un inizio sorprendente. Alla quarta battuta una replica caratteristica, di una sonorità inaudita”. Ci si chiede perciò se la musica – potendo fare un parallelo – sia poeticamente superiore al testo.

Onore alla traduttrice, che spesso ha reso meglio in italiano certi passaggi. È vero, non sempre è così. Il secondo verso dell’egloga è: “Si clair”. Tradotto: “Così chiaro è”. Davanti a: “quand, sur l’or glauque de lontaines verdures”; abbiamo: “quando, sull’oro glauco di lontane fronde”. Passo stupendo, ancor più bello, a nostro avviso, in italiano: bene l’uso di glauco mantenendo la sonorità originaria.

Anche in L’azur la traduzione sorpassa l’originale:“Les grands trous bleus que font méchamment les oiseaux”. Diventa: “I grandi squarci azzurri degli uccelli crudeli” [e non: con cattiveria]. Dunque è possibile che una traduzione dia luogo a nuove soluzioni, sia nell’eleganza formale che nel suono, assai importante in campo simbolista. Le altre poesie presentano alti e bassi, a volte risultano decisamente inferiori.

I versi per la tomba di Baudelaire appaiono un poco forzati, e non all’altezza di quel segno assoluto cui poeti come Mallarmé o Verlaine ambivano. Vi si introduce pure, sebbene non molto vistoso, un sentimento magico, sapendo che tra poesia e magia in senso lato esiste un rapporto più o meno vincolante.

Nella Prose (Prosa) infatti affiora grimoire (grimorio), libro di magia, o, in senso figurato, discorso o scritto oscuro, tipico dell’ermetismo non poetico, ma che può anche riversarsi all’interno di una poesia acquisendone le caratteristiche. Ogni opera tradotta è un ampliamento delle cognizioni letterarie, la dimostrazione di quanto ciascuna lingua sia ricca di risonanze, interpretazioni, e perfino di nuove dimensioni espressive.

Recensione
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