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Poesia. Il titolo potrebbe condurre a più significati, non ultimo quello escatologico: è comunque, come ci viene preavvisato, un’entrata o un passaggio da uno stato provvisorio a un altro non perituro, o che appare tale. È naturale che vi sia anche un cambiamento di registro poetico, riconoscibile da chi conosce il percorso letterario della poetessa veneziana, che attualmente vive a Mestre.

Non viene meno tuttavia il suo stile: è questo che ci aiuta a comprendere tra i vari autori chi ha raggiunto una propria identità, tanto da poterlo distinguere grazie ai suoi versi, sempre che si tenga conto della personalità non di rado differente dalla sua sfera creativa. Peraltro, lo dice la stessa Pierdicchi, la diversità fa parte di un percorso, sia umano che artistico, in grado di proporre mutazioni, pur conservando nella profondità dell’io una sua cifra personale.

Uno dei problemi che si pone di fronte alla realizzazione della scrittura sta proprio nel mondo oggettivo, ancorché si sia disposti a credere che una oggettività, stante la visione soggettiva dell’individuo, sia possibile. Dobbiamo però considerare che il linguaggio, nella fattispecie poetico, ossia il più elevato, segue a volte vie che divergono dalla stessa individualità. Anche i segnali concreti, attraverso i quali si pensa di arrivare a una conoscenza, possono facilmente sfuggire a quell’analisi che la concretezza, sia pure scientifica, suppone di trattenere.

Nasce allora il rapporto con la casualità, che a quanto pare l’autrice rifiuta, poiché “niente succede per caso”: potremmo essere del medesimo avviso, prefigurando negli eventi la consequenzialità causa-effetto. La coscienza di ciò che siamo deve per forza arrivare a un assunto biologico che sia almeno una parte dell’esistenza. Se riteniamo che questa poetica abbia come intento la qualità metafisica, la parte illusoria si unisce alla perfezione con il di qua reale.

Difatti vi è un riferimento ad Alice, tenue segno di storicità o fisicità che sfugge a ogni indagine: è il passato a tornare, laddove si trovi, puro intelletto o immagine che la mente riproduce con le variazioni dovute al tempo e alla condizione umana. Il messaggio di queste poesie (prive di titolo) lascia trasparire una eventualità: in pochi versi proporre un universo concettuale.

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