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Il volto dell’amore

Poesia. A volte è opportuno guardare a un libro come oggetto artistico: questo libro infatti è interamente rilegato a mano. Le poesie, per ammissione dell’autrice, sono “dedicate all’uomo che all’improvviso è apparso sul mio cammino”. Da qui il titolo e un contenuto sostanzialmente monotematico.

Certamente non è facile, dopo un percorso di vita solitario, trovare chi possa condividere la propria esistenza con un’altra persona. Quasi aprendo pagine bianche ecco realizzarsi un iter poetico che nel soggetto di fondo – l’amore – riesce a creare una diversità di espressioni sotto certi aspetti sorprendente. Potrebbe, a prima vista, sembrare che l’amore, sia pure nelle varie accezioni, sia ormai un termine perfino abusato dai poeti, ma non è così: essendo il cardine della vita stessa non potrà mai esaurirsi, ispirando nel passare dei secoli, con infinite sfumature, i sentimenti degli esseri umani.

Vediamolo come vibrazione, a quanto ci dice la poetessa, in cui perdersi, oppure trovarlo nella oscurità, e ancora unendolo al suono, e quindi alla musica: ciò ci conduce verso l’armonia, non essendovi amore senza armonia tra le persone interessate. Ma l’amore sa suscitare altre emozioni. Le rileviamo in questo fascinoso passaggio di Perdonami: “Oh, quella nostra onda calma, persa | nel rumoreggiare tra gli abissi” – immagine certo pertinente, poiché l’amore quale elemento emotivo e perfino corporeo, non si esime dal toccare le profondità della coscienza.

La Minotti ci dà una traccia del suo modo di comporre: “In sincronia salgono i versi”; significa che, nella libertà versale, affidata più al senso della scrittura anziché alla forma regolata, esiste un progetto che fa parte della realtà mentale che lo produce. E una maggior compattezza formale è reperibile in Un canto al mio amore, per cui ciascun verso possiede un suo metro e un suo ritmo. La poesia è, per sua natura, vicina alla musica, come si nota in Notturno o Senza tempo: infatti la musica, benché basata sul tempo, ci parla da una dimensione ove il tempo scompare. Da segnalare le interessanti sculture di Luigi Biagiotti, in copertina e nelle ultime pagine: uno stile che sembra ricuperare un’arte antica, abbozzando la materia in movimenti essenziali.

Recensione
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