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In limine alla rosa

Poesia. Fin dal primo testo si direbbe che vi sia, non sappiamo quanto occulta, una ricerca della bellezza, la quale, sfuggendo alla realtà, tenta la sua consacrazione sul piano verbale. Poi il discorso si avvolge, poiché il linguaggio quando diventa scrittura viene per l’appunto indotto in tentazione. Ciò appare non limitativo, in più propone una testualità in progress che è prerogativa di un tipo di poesia mai riducibile al dato odierno o almeno alla sua estensione completa.

Difficile perciò indicare se Piazza ha qualche rapporto se non altro ideale con Montale oppure con Dylan Thomas: a quest’ultimo sembrano avvicinarsi alcune folgoranti metafore, e tuttavia riteniamo che i paragoni sono validi virtualmente in sede critica, mentre in effetti ciascun autore realizza in sé ciò che vorrebbe esprimere.

Del resto, la varia confluenza di diversi soggetti non implica una totale compattezza linguistica, ma propende al segno variegato, all’intuizione con una dose di lirismo, depurato tuttavia a livello personale. Piuttosto che eterogeneo, ci viene da dire che sia uno stile riassuntivo, diramato in più direzioni e per questo motivo ricco di soluzioni. A volte assistiamo a tratti luminosi, che si intersecano, e la nostalgia del presente ci rinvia a un certo poeta per cui si ha nostalgia di quel che si possiede, affiora perciò una “luce prealbare vestita di parole” a indicarci come la natura stimoli in noi l’immagine di un paradiso perduto.

È davvero interessante esaminare i rapporti che intercorrono tra l’immaginazione e la vita quotidiana: il pensiero quasi obbligatoriamente si spinge a sondare e a dirigersi verso una trascendenza (dio e soltanto con la minuscola è citato) che è uno dei caratteri della poesia, essa stessa già trascendenza, dal piano fisico a quello creativo. Pur entro talune coordinate un’attenzione va qui riservata al lessico, quando si rinvengono vocaboli come scerpare, con più accezioni (Card. II,401) e c’è inoltre da chiedersi se una certa ricorrenza (per esempio fragola) costituisca un simbolo.

Da notare che l’ultima sezione presenta testi tendenzialmente ‘sperimentali’ e con una versificazione in metri brevi. Poiché ogni poesia ha multiformi sfaccettature è chiaro che se ne coglie una parte, ma già sufficiente a definire in linea generale il carattere dell’autore e della sua poetica.

Recensione
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