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In tempi diversi il mio ritorno. Antologia critica

Saggistica. Per quanto classificabile come saggistica, l’opera è divisa al suo interno in più parti: nella prima le varie note di numerosi critici alle raccolte poetiche dell’autrice, iniziando da Nebbie e chiarori del 1982 (ma la Vincitorio era già poeticamente attiva fin dal 1974); la seconda riporta alcuni testi editi e inediti; nella terza due racconti.

Naturalmente non è il caso di valutare i numerosi punti di vista, poiché sarebbe un sovrapporsi – almeno per quanto ci è dato conoscere – a opinioni tutte significative al fine di avere una panoramica critica sull’intera produzione dell’autrice. Noteremo però la piuttosto ‘tortuosa’ risposta di Oreste Macrì a proposito di Il canto fermo della fine (1988), a fronte delle garbate considerazioni di Giancarlo Oli riferite a Dissolvenze / Flots (1995). Per quel che ci riguarda la pur ristretta antologia poetica ci pare sufficiente per indicare alcune peculiarità, soprattutto stilistiche.

Colpisce da subito la precisione semantica e non di rado una bellezza di immagini che appartiene alla poesia più elevata. In Dialogando con l’Angelo la tensione spirituale si compie con perfetta coincidenza emotiva nel finale. Se a tratti incontriamo una ‘semplicità’ espressiva, non possiamo tacere di una ricerca, che poi significa conoscenza, capace di rivelarci la parte segreta di ogni lirica: è su questo che dovrebbe appuntarsi l’attenzione, poiché ciascun verso nasconde, se è lecito il verbo, molto più di quel che appare.

Lo stesso dovremmo proporre per i due racconti: qui il dato psicologico riesce ad estendersi, e attraverso la prosa sviluppare una storia che è anzitutto percorso interiore, quindi percependo dalla memoria ogni segno che rimane nel presente.

Recensione
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