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Kamen

Rivista di poesia e filosofia
n. 54 – anno XXVIII
gennaio 2019

In occasione del terzo centenario di Giuseppe Baretti (Torino 1719 – Londra 1789) viene riportato il primo numero de La Frusta Letteraria (Roveredo, primo ottobre 1763) in una edizione del 1932 a cura di Luigi Piccioni. Con lo pseudonimo di Aristarco Scannabue il Baretti frusta a destra e a manca senza pietà, ma sa riconoscere l’autore valido dove c’è, anche se nascosto dall’anonimato: chi sarà mai il poeta che ha scritto il poemetto in versi sciolti Il mattino? Stroncato invece il poema L’Uccellatura (Bergamo, 1760) dell’abate Girolamo Guarinoni; tuttavia il Baretti ha torto nel ritenere che i quattro versi riportati contengano versi “di dodici anziché undici sillabe”; si tratta di normali endecasillabi con eventuali sinalefi. La Frusta è davvero una lettura dilettevole: se col metro del Baretti si dovessero oggi recensire poeti e scrittori... beh, meglio non dirlo.

Recensione
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