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Tutto fu bello qui

Poesia. “il buio si posa sui rami”: questo suggestivo verso è tratto da Le due vite (II,3), lirica dell’autore che appare nell’antologia dei poeti padovani 1985.

L’esempio è per dire che già a metà degli anni ottanta Zanon era un poeta ben noto oltre i confini della sua città natia rappresentata da un’immagine di copertina. La presente raccolta è quel che definisce un florilegio, ossia cogliere da diverse pubblicazioni dei testi opportunamente selezionati. Tuttavia, come annota il prefatore, il criterio di scelta è soggettivo. Per conoscere a fondo ciò che un autore ha prodotto si dovrebbe analizzare l’intera opera.

Le poesie scelte comunque sono un saggio già probante di uno stile che com’è logico nel tempo subisce delle variazioni di tipo estetico e formale. E formalmente nel poeta vi è l’eco di un classicismo dove l’eleganza del verso e il suo rigore metrico erano fondamentali. Qui, tanto per proporre un paio di citazioni, in L’uomo narciso incontriamo dei senari di tipo giambico, e Alla prima giovinezza una rima alternata.

Come profilo estetico ecco invece un bellissimo verso che chiude Rivelazione: “sotto i portici canti di neve vendo”. Spesso affiora un tono dolente: il tempo che passa, l’età che avanza (ma ci permettiamo di osservare che Zanon stante la durata della vita al giorno d’oggi è ancora giovane): quindi il tema tempo è particolarmente sentito. L’estro poetico è dotato di una sensibilità che sfugge ai comuni mortali: la coscienza è di essere un frammento di vita, per rendersi conto che la nostra realtà un giorno o l’altro finisce.

È prerogativa della poesia quale creazione e spirito dell’uomo percepire le più sottili sfumature del sentimento e delle apparenze, così il fascino di un domenicale suono di campane, quando su ogni cosa sembra scendere la noia, ed è al contrario un segno della nostra intima eternità.

Recensione
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