Servizi
Contatti

Eventi


Viaggio in Svizzera (1868)

Diaristica. La riproposta di questo diario di viaggio, una quindicina di giorni dal 29 luglio al 16 agosto 1868 rappresenta anche una rivalutazione, almeno presso il grande pubblico, di pagine meno note.

All’epoca Fogazzaro (Vicenza 1842-1911) aveva ventisei anni e non aveva ancora pubblicato i suoi romanzi più famosi. L’interesse del testo si sposta anche sul piano ortografico, ma tutto sommato si tratta di una prosa avvincente per una notevole capacità d’osservazione, e solo a momenti vi appaiono alcuni particolari oggi non più in uso. Per esempio la j, con valore semiconsonantico posta in posizione centrale tra due vocali (ghiacciajo), oppure la scelta per indicare tra le quattro opzioni il plurale di parole quali operaio (operaj) o mercenario (mercenarj).

Si apre però la questione sulla posizione filosofica di Fogazzaro: materialista o credente? Lui ci dice che “La meravigliosa armonia della natura non è semplice, è complessa.” Dalle note spesso si vede come il suo sguardo colga sia le bellezze che le bruttezze del paesaggio e dei luoghi abitati, percependone tra l’altro quel clima fantastico che è nelle leggende, come la sirena Loreley, già tentata in musica da Mendelssohn.

Emerge indubbiamente una cultura notevole, su cui si formerà il suo stile, tanto da venir considerato uno dei massimi scrittori italiani a cavallo dei due secoli. Ad ogni modo, in questo scritto giovanile vi sono passi di sottesa poesia. Il diario è stato seguito con estrema cura, non solo per l’introduzione con nota al testo e per la postfazione, bensì per le numerose note di grande utilità per comprendere la temperie culturale e storica in cui questo diario è stato scritto.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza