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Poesia. La breve vita (Parigi 1909 - Ashford 1943) non ha impedito alla Weil nell’arco della prima metà del novecento di produrre opere di grande interesse: soprattutto per un’intuizione – simbiosi tra pensiero rivoluzionario e religiosità (stessa cosa avveniva in altri autori a lei contemporanei). Forse utopia, ma in letteratura conta il risultato d’arte e il significato più che la pratica o l’esito commerciale, anche se l’azione non sempre è disgiunta dalla teoria. La poesia della Weil è ‘marginale’ nei confronti di una produzione assai vasta, però vi si intravedono le contraddizioni dell’essere: ‘effimera perfezione’ (A una giovane ricca). Punti eloquenti il Prometeo e A un giorno, definito dall’autrice poema (lett. del 13-IX-1940), mentre La porta è presagio di morte e trascendenza.

Recensione
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