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Saggistica. Il sonetto canonico è una forma poetica estremamente rigorosa: 14 endecasillabi divisi in due quartine (fronte) e due terzine (sirma). Gioachino Belli (1791-1863) ne compose oltre duemila: in lingua appare ‘accademico’, ma in romanesco, con la spontaneità del parlato, raggiunge gli esiti più convincenti. Nelle cinque sezioni del volume Giachery, da fine letterato qual è, popone l’esame di quella parte ‘gastronomica’ che è viva rappresentazione della realtà, ma anche (sbagliato dirlo?) critica sociale. Qui poi sono riannodati i fili di una cultura più ampia – riferimenti, ricorrenze – che il dialetto dà l’impressione di non possedere.

Recensione
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