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Poesia. Poemetto su carta, ma la forma idonea, congeniale
all’autore, è quella dell’oratorio: perciò una rappresentazione (cfr. S. Filippo
Neri) ‘teatrale’ priva di scene, con musica e declamati o recitativi, il coro in
funzione di storico o narratore. Se non vi è ‘travestimento spirituale’, poiché
Giudice idea di sana pianta il testo, indubbio un rapporto fra sacro, che è
ammonimento o valore etico, e la parte di umanità diseredata e alla ricerca di
una vita migliore, qui e ora. Dice L’Erede: ‘Il potere contiene in sé
un’insidia’ (p. 37), definito poi da un ‘attore’ (Haddish) ‘belva affamata’.
Divisa in 14 parti, con didascalie, la pièce ha momenti drammatici: fulcro del
messaggio è l’accoglienza (cfr. Matteo, XXV,35-36).
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Recensione |
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Come noi. Oratorio per i migranti
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poesia
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| Autori |
| • | Emanuele Giudice |
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Edizione:
Edizioni del Leone
Spinea 2010 |
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| Prefazione di Paolo Ruffilli. Testimonianza dell'Arcivescono Carmelo Ferraro - pp. 64 |
| prezzo: € 8,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.2/2010
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