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Poesia. Ci pare che in questa nuova raccolta poetica della Izzi Rufo vi sia una più marcata nota di pessimismo: ombre che si addensano — la vita, nei suoi aspetti più difficili. Malgrado ciò – sia o no un’impressione – ci consola, sempre, la natura, a volte nella sua fredda staticità: ‘Notte silente’ (p. 9), lirica conclusa dal finale della prima quartina di X Agosto (G. Pascoli); e la bellezza ritorna: ‘Occhi azzurri | capelli d’oro’ (p. 10), il senso della classicità: ‘il sole spense i suoi rai’ [corsivo per evitare le virgolette alte]. La figura di Eros sembra portatrice di un mistero, come la Divinità, fissa entro la muta lontananza (p. 32): qui, su questa terra, spesso l’esistenza umana si chiude nel sigillo del dolore.

Recensione
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