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Antologia. L’idea della dozzina continua a resistere: si pensi che fino al settecento i musicisti pubblicavano raccolte di dodici (più raramente sei) composizioni. Tra i racconti di questi dodici c’è solo l’imbarazzo della scelta, per tematica o stile: quest’ultimo generalmente connotato e in buon italiano. Ovvio che l’indicazione di alcuni nomi non implica un giudizio preferenziale. Fantascienza quella di Diego Matteucci ‘Tra la polvere delle parole’? Si ipotizza, di necessità, un Fahrenheit 451 per la biblioteca di Codigoro dedicata allo scrittore G. Bassani, ferrarese di adozione. Più introverso il testo ‘Nessuno mi vuole ascoltare’ di Alessandro Moretti; mentre ‘Lo svenapecore (Chupacabras)’ di Piergiorgio Rossi – cfr. Lovecraft: L’orrore di Dunwich – ha momenti di suspense; verso la fiaba-memoria, bella, ‘Il ragno d’oro’ di Romano Sgarzi.

Recensione
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