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Poesia. Cecilia Meireles (Rio de Janeiro 1901 - ivi 1964) va considerata fra l’eccezionalità del percorso individuale (essere fuori da consuetudini) e l’adesione alla corrente del modernismo, riunita sul finire degli anni venti intorno alla rivista Festa. Esordì diciottenne con Espectros, cui seguì una nutrita produzione. Al di là di talune valutazioni (poesia cristiana o non) si ha cognizione, grazie alla deliziosa plaquette della collana acquamarina, dell’elemento femminile, l’acqua, e l’acqua-mare, anche votata a metafora: ‘Navigo nella memoria | senza confini’ (Spiegazione, vv. 9-10). Con Statua l’eternità diviene concreta, altro aspetto femminile, lunare. L’assolutezza della parola è pienamente raggiunta con lo stupendo Affresco veneziano. Notevole la traduzione, che accoglie perfino un latinismo dantesco: rubra/e (pp. 21-22); cfr. Par. VI,79.

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