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Poesia. La vena paesaggistica che prosegue dalla silloge di due anni fa e diviene qui preminente, ha per fulcro la città del poeta, Firenze, tappa obbligata fin dai secoli scorsi per molti artisti o semplici viaggiatori. La descrittiva puntualizza particolari e propone scorci, inserendovi la presenza umana (l’io), il che le conferisce un tono più pregnante: il primo dopoguerra viene rievocato con riferimenti commerciali (Bivigliano 1952). Mosi pratica anche il calligramma (Strade in festa) distillando momenti-versi che ne ornano la figura, quasi luci dell’albero natalizio per ricreare un clima familiare.

Recensione
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