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Antologia. Il termine florilegio va colto nel suo significato selettivo: dieci autori che hanno già pubblicato con il Blu di Prussia. Non potendo riferire su tutti, ci limiteremo a quattro, i cui caratteri qualitativi sono ugualmente riscontrabili negli altri sei. Vincenzo Campobasso presenta haiku e tanka che aderiscono con naturalezza ma in modo rigoroso alle due forme giapponesi, rispettivamente di diciassette e trentun sillabe. Sheiba Cantarano mostra un’inventiva costante, senza cadute, e una sensibilità non comune (L’oboe dell’incanto). Olga Tamanini si esprime con stile semplice ed equilibrio, pure quando il verso si fa più spoglio e connotato (Linea di confine). Luigi Tribaudino, ben noto per la sua lunga militanza poetica (l’opera prima risale al 1979), ripropone, fra l’altro, testi descrittivi, ma spesso venati di spunti storico-filosofici (Panta rei).

Recensione
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