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Poesia. Salvadori (Monte San Savino 1862 - Roma 1928) è stato figura di spicco fra i due secoli. Dopo una crisi religiosa si avvicinò al cattolicesimo. Con tratti dannunziani la sua poetica è vicina anche al Carducci (odi barbare, cfr, p. 6); un esempio: ‘Febbraio muore; e, rotta la ruvida scorza, nel petto’ (Salvadori: Elegia di primavera in autunno, v. 1); ‘Tu sali e baci, o dea co ’l roseo fiato le nubi’ (Carducci: All’aurora, v. 1). Detto questo, è opera meritoria riscoprire autori che il tempo ha offuscato. In Salvadori, poi, vi sono non pochi spunti originali, sostenuti da una tecnica ineccepibile, rilevabile anche da un testo metricamente più libero qual è ‘Ti saluto, fresca erba odorosa’. Assai utili le note alle pp. 27-29.

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