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Poesia. ‘Lusinga del linguaggio’ (D. Cara), ma crediamo anche la sua struttura e il modo di condurlo secondo un principio ritmico e formale che fa di ripetizioni, fratture, suoni, il veicolo per contenuti che lo stesso mezzo impone. La prima parte ‘poema continuo’ arriva a Infinito, e qui antepone il segno creativo, l’invenzione di pura materia, descrittiva e non: ‘Il mare risuona di ogni preghiera; | in esso è luce, trasparenza, moto’ (V, 11-12). Un segno ugualmente personale nella terza e ultima sezione (1982); testi scelti (per esempio, mancano i primi due); la parola, dall’oscuro movimento del dolore, tocca la soglia difficilmente superabile: ‘eclissi aprivano | porte alla notte, aprivano porte | incognite’ (XXXI,12-14)

Recensione
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