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Poesia. L’esordio dell’autore è avvenuto nel 1959 con un editore (Gastaldi) di cui resta buona memoria. La presente opera si distingue per l’asciuttezza formale e l’incisività della frase. I testi anepigrafi sostengono un movimento versale che struttura la pagina e la rende di impatto visivo, sommandosi alla inventio — ‘morde i lunghi cristalli della notte’ (3) – riflessa interiormente: ‘da qui forse il mio guardarmi | molteplice d’acqua’ (7), e prefigura gli ensemble più arditi: ‘mare-cespuglio-rancore-diletto’ (10); il titolo si pensa desunto da 16. Quando si arriva al termine ci si accorge di una poesia elevata, in cui ‘la parola ritrova | la sua muta sostanza’ (20).

Recensione
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