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Poesia. Una delle voci più alte del novecento. Nasce a Mosca nel 1892 e muore suicida (tendenza non rara fra i poeti di quel periodo, vedi Esenin e Majakovskij) il 31 agosto 1941. In misura minore di Majakovskij il tentativo di unificare slancio rivoluzionario e religiosità riferita alla grande madre Russia. Nella Cvetaeva la spiritualità preclude, almeno in parte, la mediazione, e la sua corporeità di dissolve nella parola: ‘vivere come scrivo’ (p. 3). Lo stile essenziale arriva nei testi delle pp. 26-27 a esiti sconvolgenti; pare che la realtà sia spinta oltre i limiti naturali, e soltanto la poesia che de-scrive ‘sgorga inarrestabile’ ed è ‘senza ritorno’.

Recensione
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