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Prosa. Spirito (o mente) e corpo hanno un vincolo: non si comprenderebbe, in caso contrario, la vicenda umana e letteraria di Bousquet (Narbonne 1897 - Carcassonne 1950): ferito nel corso della prima guerra mondiale, rimase paralizzato, e trascorse il resto della vita chiuso nella sua camera, dove riceveva alcune tra le personalità del suo tempo. La condizione di quasi immobilità si riflette nella scrittura: i frammenti, inediti per l’Italia, di questa plaquette provengono dal ‘quaderno di memorie Le pays des armes rouillées: realtà fisica e onirica, attraverso l’esercizio della penna, ne rappresentano il tessuto costitutivo: ‘le tenebre mi avvolgono mentre scrivo’ (p. 15); impressionante premonizione che sembra introdurre al sogno o alla morte: ‘Non sono dove mi si vede’ (p. 19).

Recensione
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