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Narrativa. Per le carte originali vedi pp. 121-122. La scrittura di Persio Nesti (1909-1969) si pone nel discrimine tra ‘antico’ e nuovo: dal lessico enuncia lo stile, per l’aggettivazione (es. p. 13, cotidiano) o i troncamenti (p. 51), ma poi – singolarmente – sembra evolversi in pagine asciutte, folgoranti, come l’ultimo capitolo (29). Da notare infine la punteggiatura, spesso sospensiva, perfino concitata, a incalzare una lettura più partecipe. Sullo sfondo le rovine lasciate dalla guerra, il senso desolante della distruzione in cui si aggirano fantasmi del passato alla ricerca di una rivalsa quando la storia è già scritta e irreversibile. Il pensiero (cfr. S. Strati p. 6 e P. Nesti p. 28) è un cancro? Si pone allora la considerazione: se il male nasce dal pensiero, al suo interno dovrebbe trovarsi la cura.

Recensione
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