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Narrativa. C’è poesia in queste prose, in ogni pagina, e dolore. Storia autentica o narrazione come un diario in cui la natura diviene simbolo? la Luna, la Terra, l’Acqua, il Fiume... La protagonista dice (scrive): ‘Sono nata il 10 febbraio 1928'. Memorie, ora verticali, ora orizzontali (un percorso). Nasce il racconto: ‘La terra era meravigliosamente magica, fiabesca’. Poi subentra il potere. Come sfuggirvi? Col sogno e la fantasia. La vita continua, in quell’istituto ove Nina è condannata al silenzio, e ‘il corpo è sempre più dolorante e l’anima sempre più muta’ (p. 33). La libertà di fuori appare illusoria. Nel bellissimo e struggente finale soltanto richiami, e nessuna risposta.

Recensione
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