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Narrativa. È un romanzo breve, dei meno noti di White (Londra 1912 - Sydney 1990), premio Nobel 1973. Eppure, dopo poche pagine, ci si accorge della qualità della sua scrittura, più che della storia, che è un lungo frammento di vita quasi-quotidiana. E proprio nel particolare, da osservazioni all’apparenza perfino banali, con acute similitudini (p. 47) o per clima narrativo si intravede una sfuggente realtà, avviata a conclusione senza finali ad effetto ma riassuntiva dell’identità di un protagonista nei ‘volti delle persone scomparse’. Splendida, a p. 89, la descrizione del paesaggio, misterioso e opaco, che si nasconde o si svela.

Recensione
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