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Poesia. Morto di overdose a ventisette anni, Trakl (Salisburgo 1887 - Cracovia 1914) è considerato uno dei maggiori poeti del novecento; passando dal simbolismo, si avvicina all’espressionismo. Nei testi qui raccolti la putrefazione e l’orrore del mondo esaltano immagini di una potenza evocatrice unica, per ‘i fantasmi dell’angoscia’ (La sera del temporale, v. 4), la ‘nebbia di sangue’ (Umanità, v. 3) e ‘i foschi giochi della lussuria’ (La notte, vv. 24-25): figure che sconvolgono l’idillio di una natura ideale: tutto è oscurità e violenza; nel rapporto incestuoso con la sorella si conferma questa poesia profetica e terribile, spesso di una cupa e dissonante bellezza. È la realtà la fonte d’ispirazione, ma i suoi segni interni colpirono musicisti come P. Hindemith e A. Webern: quest’ultimo mise in note (op. 14) sei poesie di Trakl, trasferendole in un clima di arduo e rarefatto lirismo.

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