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Poesia. L’autrice, nata a Ferrara, è diplomata in pianoforte e clavicembalo: ciò spiega sia il titolo che la poesia ‘L’albero di Couperin’ con riferimenti a composizioni dal Troisiême Ordre del musicista francese: il testo disegna chiaroscuri fortemente evocativi per dissolversi nell’ultima strofa. La plaquette contiene in tutto dieci liriche in versi perlopiù brevi, es. da p. 17 ‘I re | sono | pietra | bianca | luminosa.’ L’ultima (Pagina vuota) è un distico senza traduzione, e suggerisce l’idea di quei regrets come ‘sentimento del tempo’.

Recensione
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