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Poesia e immagini. Che il corpo femminile sia sogno o mistero è discutibile: ‘è per questi pezzi di carne che ho composto delle rime’ (A. Rimbaud, Le mie piccole innamorate), citazione a memoria. Così l’artista (Diotallevi) alfabetizzando gli attributi più provocanti deve, in fine, considerare il dislivello fra istinto e ragione. Da parte sua il poeta (Mandrino) torna alla vecchia ‘dattilo’ (anteguerra? pare manchino le vocali accentate) con un sotterraneo classicismo che lo rende, forse, unico: nato nel 1948, il dato cronologico ha un suo peso. Lui, Mandrino, tende ad aperture trascendenti ‘dove le mille dita delle schiume | sgranano i sassi del rosario eterno’ (p. 9); chiari gli endecasillabi. L’originalità rischia di divenire elitaria: che siano gli altri a salire.

Recensione
Lettere dal sogno
poesia  arte 
Autori
Francesco Mandrino
Marcello Diotallevi
Edizione:
MultiMediArte
San Felice sul Panaro 2007

Presentazione di Alfonso Lentini - pp. 32

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Literary nr.3/2008
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