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Poesia. Cercare l’equilibrio fra realtà contingente e segno lirico (da intendere nel significato migliore) non è facile: se confrontata a Morte ad Halabja (vedi) questa silloge mostra uguale forza espressiva. La dinamica in cui si proiettano i versi di Coppola sopravanza la pur intensa prospettiva civile, ponendosi di fronte all’essere, chiuso fra il nulla (come non ricordare il Foscolo con le sue ‘orme che vanno al nulla eterno’?) e i valori etici; eppure il soffio della trascendenza vivifica l’inerte materia, e rende possibile una qual forma di eternità; così, fra il Natale a Roma e Un buco maligno si interpone la città (Rhegium Fanciulla in fiore) come luogo predestinato: ‘non perdere il nome che ti diedero gli dèi.’

Recensione
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