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Narrativa. Nei due racconti si profila il modus narrativo di Civinini (Pistoia 1929 - Roma 1987) che risente, ma in misura relativa, del clima del primo dopoguerra segnato da dure lotte sindacali e conseguenti cariche di polizia. Lo stile è però pacato, perfino accurato, né mostra di voler innovare quanto invece di testimoniare: un po’ oggettivo secondo l’ottica neorealista del periodo. Ben articolato, L’operaio muto mette a fuoco il contesto sociale entro cui l’individuo finisce per soccombere. Ancor più significativo – per le nostre preferenze - Il compagno. Più breve e spoglia, la pagina si profila nella dolente attesa della morte che verrà ‘vestita da soldato’: racconto toccante nella sua semplicità.

Recensione
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