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Narrativa. Fritz Zorn è uno pseudonimo. Lo scrittore, nato nel 1944, avrà una vita divisa tra malattia del corpo (linfoma) e della psiche (depressione): il libro è stato, ed è ancora, un caso letterario. Zorn ne concluse la stesura il 17 luglio 1976: morirà nel novembre dello stesso anno. L’opera, in tre parti, segue come un diario non datato la vicenda umana del suo autore: una scrittura serrata, senza cadute, nell’autoanalisi che s’intreccia con filosofia e cultura, creando quell’universo in cui l’io circoscrive le sue possibilità. Tra i capitoli più belli il VII (parte prima), ma in ogni pagina ci si sente calati in una realtà interiore che tenta di esorcizzare il male, fisico e spirituale, attraverso la parola, cogliendo tutte le sfumature dell’impotenza e del dubbio.

Recensione
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