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Poesia. Poeta sia in lingua che in vernacolo, Gallina esce ora con un volume di poesie nel ‘dialetto urbano di Treviso’, città ov’egli è nato nel 1934: un’opera di testimonianza, oltre che di poesia, perché fa rivivere luoghi e costumi che è necessario conservare nella memoria individuale e da trasferire nella più ampia memoria collettiva. La raccolta dimostra che anche il dialetto può aspirare a nuove forme metriche, come il verso breve; due esempi: Moto perpetuo e Man de fede. Cadono poi a proposito sia le note informative (pp. 105-110), che il glossario (pp. 111-122); infatti, per chi non è trevigiano o almeno veneto, talune parole risultano difficili, come betarèl o rudéto (pettirosso e scricciolo). Tale ricchezza di vocaboli trova riscontro in altri dialetti, per es. varsóri (aratri) o caveàgne, strisce di terra in testa ai campi.

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