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Poesia [calendario]. Si apre all’anno che viene la silloge di dodici liriche – una per mese – che sono come fedeli compagne nel tempo e rispecchiano pure i vari mesi. Fuori del comune, formalmente, Se (febbraio): ‘ci dovessimo incontrare | “se” | ? | (ne pregusto l’emozione)’; è però Tormento d’amore (aprile) a svelare l’animo sensibile della poetessa; il suo rapporto con il mondo (la materia) è emblematico nei due versi conclusivi: ‘Sei realtà | ma ti chiamo sogno.’ La piccola agenda contiene versi tra i più espressivi della Izzi Rufo, e spesso nel finale del testo: ‘Fantasma speciale, | mi penetri nell’anima | e vi ricresci edera’ (Tu), composizione riferita al mese di luglio.

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