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Narrativa. Feliciolandia, come dire: l’apparenza inganna. Con scrittura ironica e creativa, e in forma di parabola che sottende la verità, il romanzo è costellato di invenzioni surreali o vicine al paradosso (vedi a p. 100). Ma la storia esiste, e ha una sua linearità. La tragedia qui possiede valore di simbolo e i nomi rappresentano un’estesa tipologia umana: per esempio, Aicrag (sergente) che capovolto diventa Garcia. La figura del Vecchio Saggio ammonisce: “quanto è breve la memoria degli uomini” (p. 106). Le pagine forse più significative (o poetiche), le tre del Congedo.

Recensione
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