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Poesia e disegni. Iniziando la lettura di questa elegante pubblicazione (formato 21x28.5) si ha dapprima l’impressione di un descrittivismo naturistico, ma sùbito mutato nella prospettiva del tempo, fino a trascendere in una metafisica supportata da un linguaggio ‘tecnologico’ che prorompe quale ‘attualismo’ linguistico in Che scoop! Ironia? forse, ma certamente uso della parola nei suoi risvolti riposti, però comunicativi. Così semitati (p. 48) prefigura un latinismo, in it. sèmita (sentiero, anche figurato: Petr. 1153). L’accenno a Mondrian (p. 34) è chiarificatore — l’umanità sta dentro (e oltre) la stessa trama, anzi, ‘l’abbandono dei giorni’, e la bellezza è, malgrado tutto, nella natura (Resa). Stile inequivocabile, come i disegni, fascinosi schizzi che si sposano perfettamente ai versi.

Recensione
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