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Poesia. Termine squisitamente letterario, l’oblivione (cfr. Bol. II-57) è dimenticanza assoluta, come potrebbe accadere a fatti e nomi che spariscono da ogni memoria, singola o collettiva. Al contrario la ‘lievità’ della scrittura di Fontanella s’imprime nel ricordo, in ispecie per quei testi dove la raffinata tessitura linguistica appare correlata al contenuto, ideale e/o descrittivo. Si veda la prima sezione (sono cinque) Fiori: l’eleganza di stile evoca una spinta perfezionale che la parola assume in sé. L’Intermezzo (II) volge alla prosa poeticamente intesa, per tornare al verso in Sere (III). Cuore della raccolta la sezione eponima, col testo-cardine (p. 73). Né poteva l’autore disattendere la sua creatività – i libri – in prospettiva alta e solitaria, a fronte di un ‘autunno di foglie e maschere’.

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