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Poesia. Chi dice che la metrica è passata di moda? nelle sue composizioni l’autore utilizza svariati metri, specialmente l’ottonario trocaico, es. ‘di quei soliti fracassi’ (p. 14); poi il senario, es. ‘tenuti compatti’ (p. 15), il settenario anapestico, es. ‘si strofina di petto’ (p. 34), il quinario, es. ‘fare la fame’ (p. 74), il quadrisillabo, es. ‘Alla fine’ (p. 54), e non ultimo il classico endecasillabo, es. ‘di mettere la mano sullo sbrego’ (p. 29). Detto questo, cosa considerare poesia: metrica o estetica? Ad altri l’ardua sentenza: noi ci limitiamo a segnalare la valenza civile dei testi (P. Ruffilli) in una forma che si fissa agevolmente nella memoria.

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